LA BIBBIA SEGRETA DEL RASTAFARI

KEBRA NAGAST

Il KEBRA NAGAST (in lingua ge'ez "LA GLORIA DEI RE") è un antico testo etiope di grande importanza storica, religiosa, culturale ed archeologica: infatti tesse il filo della discendenza biblica da Adamo fino a David, ed a suo figlio Salomone, Re di Israele, e poi al figlio che questi ebbe con la Regina di Saba, Menelik I, per arrivare sino all’ultimo Imperatore d’Etiopia, Ras Tafari Makonnen, il 225mo erede della Dinastia Salomonica, incoronato “Negus Negesti" nel 1930 con l’appellativo di Haile Selassie I (letteralmente, “Potere della Santa Trinità”) Leone conquistatore della tribù di Giuda. Questo libro dimostra dunque come i suoi stessi protagonisti siano i Re, e come la loro Gloria sia proprio la regale discendenza diretta, tramandata per migliaia di anni, e rappresentata dalla celestiale Zion, l’Arca contenente la Legge di Dio. Secondo la tradizione riportata nel sacro libro KEBRA NAGAST, l'Arca dell'Alleanza potrebbe trovarsi tuttora in Etiopia...
  • Antico affresco etiope raffigurante l'incontro tra Salomone e la regina di Saba
  • Maria / Makeda
  • Kebra Nagast (Coniglio editore)

Ultima

FINALMENTE IN ARRIVO LA NUOVA EDIZIONE DEL KEBRA NAGAST

Kebra Nagast (Coniglio editore)

Giunge dalla Coniglio editore la notizia che anche la seconda tiratura del Kebra Nagast é esaurita, dunque si rende necessaria un’ulteriore ed immediata ristampa: il libro uscirà nelle librerie tra circa due mesi, in modo che dal prossimo settembre sarà già disponibile in una nuova edizione sempre curata dal traduttore dr. Lorenzo Mazzoni, con la collaborazione straordinaria del prof. Davide Bigalli, cattedratico in Storia della Filosofia presso l’Università Statale di Milano, che stenderà la nuova introduzione ed appendice del volume.


L'antica Gerusalemme

Nella seconda edizione saranno inoltre presenti numerose immagini inedite provenienti dall’Etiopia, che serviranno come accompagnamento iconografico per gli eventi storici descritti nel testo: ritratti fotografici di luoghi sacri, di processioni rituali presso monasteri e chiese, ma soprattutto degli antichi affreschi che narrano dettagliatamente ed in modo unico la storia della “Gloria dei Re” d’Etiopia, in ge’ez appunto “Kebra Nagast” (anche l’ampia sezione fotografica sarà curata dal dr. Lorenzo Mazzoni, attualmente impegnato nella realizzazione di un documentario sulla storia e la tradizione etiope). Dunque per chi fosse interessato alla lettura del libro “Kebra Nagast”, può ordinarlo da subito nei link sottostanti, oppure attendere settembre per richiederlo nelle migliori librerie.

 

Etiopia storica

Per ulteriori informazioni si consiglia di consultare il blog “Cultura Rasta, Libro Rastafari”

 

DOVE TROVARE IL LIBRO “KEBRA NAGAST” (links):

Kebra Nagast (Coniglio editore)

Kebra Nagast (ciao.it)

Kebra Nagast (unilibro)

Kebra Nagast (hoepli)

Kebra Nagast (libreriauniversitaria)

“KEBRA NAGAST”, LA BIBBIA SEGRETA DEL RASTAFARI

Kebra Nagast (Coniglio editore)

Il libro “Kebra Nagast, la Bibbia segreta del Rastafari” è la prima ed unica traduzione completa in italiano dell’antico testo Etiope “Kebra Nagast”, che in lingua etiope arcaica (Ge’ez) significa “La Gloria dei Re”. Una prima stesura di quest’opera avvenne tra IV e VI sec d.C., ma la ricompilazione definitiva risale al XII sec. Il Kebra Nagast riporta temi di importanza storico-religiosa, ma anche archeologica, poiché narra di come avvenne -secondo la leggenda- lo spostamento della Dinastia regale di Israele, da Gerusalemme all’Etiopia (anticamente conosciuta come Sheba o Saba), simboleggiato dal trasferimento in Etiopia dell’Arca dell’Alleanza, contenente il Decalogo.

Antico affresco etiope raffigurante l'incontro tra Salomone e la regina di Saba

Antico affresco etiope raffigurante l'incontro tra Salomone e la regina di Saba

Arca, che dal padre Salomone, Re di Israele, passa nelle mani del figlio avuto con Makeda, la Regina di Etiopia, ovvero Bayna-Lehekem, incoronato Re di Etiopia col titolo di David II (o Menyelek), probabilmente alla fine del X sec a C.; assieme all’Arca si spostano così in Etiopia, anche la monarchia teologica, la discendenza biblica, e la Saggezza: ciò, è in pratica quanto questo “rivoluzionario” libro sostiene, ricompilando congiuntamente testi ebrei dell’Antico Testamento, Vangeli Cristiani, estratti del Corano, ed altri testi arabi.

Croce Ortodossa Etiope "Tewahedo"

Il Kebra Nagast è dunque una rilettura degli scritti Biblici, e non soltanto afferma che: “…un tempo tutto il mondo fu composto da tre regni […] guidati da tre Re, i tre figli di Salomone…”; e che ci fu un lungo periodo in cui: “i Re di tutto il mondo –allora conosciuto- discendevano dalla stirpe di Shem”; ma sostiene anche che l’Arca dell’Alleanza si possa trovare tuttora in Etiopia, e inoltre collega la discendenza Salomonica (e quindi di David, Mosè, ed Abramo, fino ad Adamo) alla dinastia regale Etiope, ininterrotta sino al moderno Re d’Etiopia Ras Tafari Makonnen, incoronato Imperatore nel 1930 col titolo di Haile Selassie I. Questo è esattamente il senso della “Gloria dei Re”: la storia della continua linea direttamente tramandata della Dinastia regale di Israele e d’Etiopia, rappresentata dall’Arca dell’Alleanza, ovvero il Tabernacolo della Legge di Dio. Un testo quindi denso di interesse culturale (filologico, antropologico, ma anche biblico), di affascinanti quesiti archeologici, e di profezie.

Immagine dell'Arca dell'Alleanza

Un libro come un viaggio dunque, dall’Etiopia fino alla Giamaica, ed al culto spirituale (nato dal sogno caraibico di un Re Nero –Haile Selassie I-, di un’Africa libera e potente, e di un’Etiopia erede di Israele), conosciuto col nome di Rastafarismo, simbolo di emancipazione dalla schiavitù, promosso da persone come Marcus Mosiah Garvey (fondatore all’inizio del novecento del movimento di affrancamento nero, chiamato UNIA -Universal Negro Improvement Association), o più recentemente come il cantante Bob Marley ed altri gruppi di musica Reggae. Cultura religiosa, quella Rastafari, della quale il libro “Kebra Nagast” è Testo Sacro.

Mosè ed il Decalogo

Da alcuni anni tale movimento ha iniziato a diffondersi notevolmente anche in Italia, dunque era ora che la relativa “Bibbia”, finora inedita in italiano, fosse finalmente pubblicata nel nostro paese.

Gesù Cristo in un'antica raffigurazione etiope

Infatti, dal Ge’ez, all’Amarico, all’Arabo -tra IV e XII sec d. C.-, fino ad Inglese, Spagnolo, Francese, Portoghese e Tedesco -a partire dal XVI sec.-, il Kebra Nagast è stato trascritto, tradotto e pubblicato, in vari tempi e luoghi distinti, ma quasi mai integralmente, fino al 1922, quando fu stampato nel Regno Unito, nei suoi 117 paragrafi tradotti in inglese da Sir E.A. Wallis Budge, professore di Storia Ebraica a Cambridge, e direttore del Dipartimento di antichità Egizie ed Assire del British Museum. Da tale edizione è iniziato il lavoro di traduzione all’italiano che ha condotto fino alla presente versione.

Haile Selassie, il Re dei Re

Questo libro può risultare particolarmente interessante poiché oltre ad essere appunto la prima traduzione completa in italiano dell’antica opera, è anche frutto del confronto successivo tra varie edizioni in lingue diverse, tutte più o meno del XVI secolo -Inglese, Francese, Spagnolo-, o posteriori, e a cura di un laureato in materia, nonché devoto credente della fede Rastafari, il dr. Lorenzo Mazzoni, meglio noto come “I-renzo”.

Maria / Makeda

DOVE TROVARE IL LIBRO “KEBRA NAGAST” (links):

Kebra Nagast (Coniglio editore)

Kebra Nagast (ciao.it)

Kebra Nagast (unilibro)

Kebra Nagast (hoepli)

Kebra Nagast (libreriauniversitaria)

Etiopia storica

IL SACRO LIBRO DELL’ETIOPIA ANTICA

La Bibbia segreta del Rastafari

Il libro Kebra Nagast

La cultura Rasta come un albero inamovibile affonda le radici nella profondità della terra, fa scavar loro caverne e cunicoli, oltrepassando le frontiere e varcando l’oceano, fino ad arrivare in Africa, in Etiopia e ancora oltre, a Zion e ai personaggi dell’Antico Testamento. Le Sacre Scritture di riferimento, pur essendo di ispirazione davidica, sono state trascritte e  tramandate in luoghi diversi e con modalità differenti rispetto a quelle ebraiche; pertanto, alle tradizioni proprie della Bibbia e degli scritti rabbinici si sono unite diverse leggende, principalmente etiopi, ma anche egiziane e copte, nonché commentari del Corano, storie arabe (siriache, palestinesi), e libri cristiani considerati apocrifi, diffusi in queste zone durante i primi quattro secoli dell’era cristiana.

Tale raccolta di testi millenari iniziò a circolare in forma omogenea nella redazione in Ge’ez, lingua etiopica antica, solo dopo il VI sec. d.C., e fu infine ricompilata in centodiciassette capitoli nel XII secolo da un sacerdote copto, che la intitolò Kebra Nagast (o Negast), “La Gloria dei Re”. Successivamente tradotta in arabo, arrivò in Giamaica molti secoli dopo, alla fine dell’Ottocento, attraverso i racconti dei sacerdoti della Ethiopian Orthodox Church[1].

“Kebra Nagast”, il libro della “Gloria dei Re”

La prima parte di questo testo sacro riporta storie non molto dissimili da quelle bibliche: di Adamo e dei suoi figli Abele e Caino (e in seguito anche Set), di Noè e del diluvio, di Abramo che mandato adolescente dal padre a vendere idoli per il mondo li distrugge, e del Patto con Dio palesatosi nell’arcobaleno, e della costruzione dell’Arca dell’Alleanza edificata secondo i dettami comunicati dall’Onnipotente a Mosè sul monte Sinai e detta dunque Zion.

Adamo e i suoi figli

“Padre, Figlio, e Spirito Santo, dissero: “Creiamo dunque l’uomo, a Nostra immagine e somiglianza”; e con  immediata concordia ed immensa determinazione, si trovarono della stessa opinione. Il Figlio disse: “Io indosserò il corpo di Adamo”; e lo Spirito Santo disse: “Io, dimorerò nel cuore dei Profeti, e dei Giusti”. Così tale comune accordo, tale alleanza, fu compiuta e realizzata in Zion, la Città della loro Gloria. (…) Ed il disegno Divino fu decretato e realizzato nella Sua stessa Parola: “Diverrò uomo. Sarò in ogni cosa che Ho creato. Vivrò nella carne”. Fu così che nei giorni che seguirono, grazie al Suo puro compiacimento, nacque dalla carne della Seconda Zion, il Secondo Adamo, nostro Salvatore: il Cristo. Ivi risiede la nostra gloria, la nostra fede, la nostra speranza e la nostra vita: nella Seconda Zion.” (KN 1, La Gloria dei Re)

“Satana fu invidioso di Adamo, e pose quest’invidia nel cuore di Caino.”

Immagine dell’Arca dell’Alleanza

“La vostra salvezza fu creata, prima di Eva, nel ventre di Adamo in forma di Perla. E quando creò Eva dalla costola, Egli la portò ad Adamo e disse loro: “Moltiplicatevi dal ventre di Adamo.” La Perla non andò in Caino od Abele, bensì nel terzo che fu generato dal ventre di Adamo: entrò nel ventre di Seth. E poi attraverso di lui la Perla andò in quelli che furono i primogeniti, e giunse sino ad Abramo.” (KN 68, Maria, nostra Signora della salvezza)


Noè e il diluvio

“Noè fu uomo virtuoso: ebbe timore di Dio, e mantenne la correttezza e la Legge che i suoi padri gli avevano tramandato (era la decima generazione da Adamo); (…) ammonendo i suoi figli, ed ordinando loro di non avvicinarsi mai ai figli di Caino, l’arrogante tiranno”; “Dio annientò i peccatori con l’ acqua del diluvio, più fredda del ghiaccio: Aprì le porte del Paradiso, e le cascate del nubifragio vennero giù; Aprì le fonti sottoterra, e l’alluvione apparve sulla terra: i peccaminosi furono sterminati, raccogliendo così il frutto della loro punizione (KN 8, Il Diluvio).

“Dio parlò con Noè, che Gli chiese: “Se Distruggerai la terra una seconda volta con il diluvio, fammi almeno essere tra quelli che periranno.” E Dio rispose: “Farò un patto con te: dirai ai tuoi figli che non dovranno mangiare l’animale morto da sé o lacerato da bestie selvagge, né dovranno coltivare prostituzione, contro la legge; ed Io, da parte Mia, non distruggerò la terra una seconda volta con un Diluvio, anzi darò ai tuoi figli Inverno ed Estate, il Tempo per Seminare ed il Tempo per Raccogliere, Autunno e Primavera.” (KN 9, Il patto con Noè)

Babilonia, la biblica città del peccato

“E quando una nuvola apparirà nel cielo, affinché non dobbiate temere al pensiero che un’alluvione stia arrivando, farò scendere dalla Mia dimora, Zion, un Arco, simbolo della Mia Alleanza, l’arcobaleno, che coronerà di colori il Tabernacolo della Mia Legge. (…) Il cielo e la terra passano. Ma la Mia parola no.” (KN 10, Riguardo a Zion)


Abramo

“Dio parlò ad Abram, dicendogli: “Non aver paura. Da questo giorno tu sei Mio servo, ed Io siglerò il Mio Patto con te, e con la tua stirpe dopo di te, che moltiplicherò, così come darò magnificenza al tuo nome, oltre ogni tua aspettativa. Condurrò il Tabernacolo della Mia Alleanza fino alla terra, sette generazioni dopo di te, ed esso si sposterà con la tua discendenza, e sarà la salvezza del tuo popolo; dopodiché manderò la Mia Parola per la salvezza di Adamo e dei suoi discendenti per sempre. (…) Vieni, esci fuori da questa terra, quella dei tuoi padri, seguimi nel luogo che ti mostrerò, ed Io lo donerò alla tua stirpe, dopo di te.” (KN 14, Il patto di Abramo)

 

Mosè ed il Decalogo

Zion

“Al principio dei tempi, quando Dio creò i cieli, ordinò che Zion, Arca della Legge Divina, divenisse dimora della Sua gloria sulla terra. Volendo ciò, la condusse sulla terra, e permise a Mosè di farne una copia simile. Gli disse: “Costruisci un’Arca di legno che non possa essere mangiato dai vermi, e ricoprila di oro puro. Al suo interno metterai la Parola della Legge, che è l’Alleanza che ho scritto con le Mie stesse dita: fa’ che possano custodire la Mia legge, le Due Tavole dell’Alleanza.” (KN 17, La Gloria di Zion)

Per i Rasta la vicenda chiave del Kebra Nagast è rappresentata dall’incontro tra Salomone, sovrano di Israele, e Makeda, Regina del Sud, ovvero di Sheba o Saba, antico nome dell’Etiopia, che “innamorata della sua saggezza” affronta un lungo viaggio fino a Gerusalemme per conoscerlo ed apprendere da lui.

La Regina di Saba

“La Regina del Sud sorgerà nel Giorno del Giudizio e condannerà e sconfiggerà questa generazione che non ha ascoltato la predica delle Mie parole: perché ella venne sin dai confini della terra, solo per ascoltare la saggezza di Salomone.” (KN 21, La Regina del Sud)

Maria / Makeda

“A coloro cui Salomone doveva dare ordini, parlava con umiltà e grazia, e quando questi sbagliavano, li ammoniva gentilmente. Poiché aveva costruito la propria casa nella saggezza e nel timore di Dio, sorrideva graziosamente agli stolti e li metteva sulla retta via, e trattava con gentilezza anche le serve. Apriva la sua bocca esprimendosi in parabole, e le sue parole erano più dolci del miele più puro; tutto il suo comportamento era ammirevole, tutto il suo aspetto piacevole. Poiché la saggezza è amata dagli uomini di comprensione, mentre è respinta dagli stolti.” (KN 22, Tamrin il mercante)

“Ascoltatemi, o voi che siete il mio popolo, e prestate attenzione alle mie parole. Poiché ho un desiderio di saggezza, ed il mio cuore cerca di trovare la conoscenza. Sono rapita dall’amore per il sapere, sono avvolta dalle corde della filosofia; poiché la saggezza  ha oltremodo più valore di qualsiasi tesoro d’argento ed oro, ed è quanto di migliore sia stato creato sulla terra. Orbene, a cosa sotto il cielo può essere paragonata la saggezza?” (KN 24, Come la Regina si preparò per intraprendere il suo viaggio)

L’incontro tra i due sovrani è descritto anche nella Bibbia (Re 1:10; Cr 2:9), con la differenza che negli episodi biblici non si accenna né al loro rapporto né al loro figlio Bayna-Lehkem. Nella narrazione del Kebra Nagast, invece, il loro dialogo appassionato è importante per diverse ragioni. Innanzitutto la Regina Makeda decide che da allora non adorerà più il Sole, come i suoi avi, bensì il suo Creatore, Dio di Israele, come Salomone, e questo rappresenta il passaggio da un culto arcaico a un moderno monoteismo. Inoltre i due, grazie a un giocoso espediente escogitato dal Re, trascorrono la notte insieme, e al mattino seguente Salomone ha una visione: vede un sole abbagliante scendere dalla sommità del cielo sopra Israele, dove rimane per poco, e da lì vola via verso l’Etiopia, per risplendervi in eterno. A illuminare Israele giunge allora un altro sole, ancor più luminoso del precedente, la cui potente luce è però rifiutata dal popolo israelita.

Prima che Makeda parta per tornare al suo regno, Salomone le regala un anello speciale da donare all’eventuale frutto del loro amore.

Makeda e Salomone

“[Salomone] continuò a parlare con la Regina, dicendo: “A che serviamo noi, prole degli uomini, se non esercitiamo la carità e l’amore sulla terra?” (KN 27, Il lavoratore)

“La Regina rispose con un altro messaggio: “Da essere una sciocca, sono divenuta saggia solo seguendo la tua sapienza, e da essere qualcosa di rifiutato dal Dio d’Israele, sono divenuta una donna eletta a causa della fede che risiede nel mio cuore; d’ora in avanti non venererò nessun altro Dio all’infuori di Lui.” (KN 29, I trecentodiciotto patriarchi)”

L’antica Gerusalemme

“Salomone dunque la prese da parte, cosicché potessero essere da soli, si tolse l’anello che era nel suo mignolo, e lo diede alla Regina, dicendole “Prendi [questo] così non ti dimenticherai di me. E se il mio seme fiorirà in te, questo anello sarà un segno per lui; se sarà un ragazzo dovrà venire da me, e la pace di Dio sia con te!” (KN 31, Il segno che Salomone diede alla Regina)”

Dall’unione fra i due sovrani nascerà un bambino, Bayna-Lehkem (detto Ebna Hakim, “Figlio del Saggio”), che in seguito diverrà Imperatore col titolo di Menyelek, dando origine della dinastia dei sovrani d’Etiopia. Il giovane, raggiunti i ventidue anni, parte per raggiungere il padre portando con sé il prezioso anello; vuole chiedergli un pezzo del drappo che copre Zion, l’Arca dell’Alleanza, affinché anche il suo popolo possa venerarla.

Incontro tra Salomone e la Regina di Saba (Battistero di Firenze)

Salomone lo accoglie con tutti gli onori e insiste perché resti a regnare con lui, ma, vedendolo deciso a tornare nella terra materna, preme per farlo accompagnare da alcuni primogeniti israeliti che lo possano aiutare e consigliare nel futuro governo. I giovani però uniscono gli ingegni e, facendo costruire una copia in legno dell’Arca, trafugano l’originale verso l’Etiopia, percorrendo in un solo giorno anziché in trenta il cammino fino al deserto. Salomone, adirato ma sempre lucido, spiega a se stesso come questo sia potuto accadere, consapevole che da quel momento assieme a Zion perderà anche la benedizione divina: “Ahimè! Per i nostri peccati siamo stati rifiutati, e per la nostra manchevolezza siamo stati puniti. La reggenza non conduce a niente senza la purezza, ed il giudizio non porta a niente senza la giustizia, e la ricchezza non dà niente senza il timor di Dio. Ma qui i sacerdoti amano le parole delle fiabe più che le parole delle Scritture; amano il suono dell’arpa più che il suono dei Salmi; amano le contingenze mondane più che la preghiera; amano discutere sul mondo più che la voce della Divinità; amano le risate e la fornicazione più che il pianto della vita; amano il cibo che se ne va più che digiunare per Dio; amano il vino e le bevande dolci, più che i sacrifici a Dio; amano l’ozio più della preghiera; amano i possedimenti materiali più che [l’offerta di] elemosina; amano dormire più che meditare; amano appisolarsi più che vegliare. Poveri noi! Ahimè!” (KN 60, Il lamento di Salomone per Zion).

Etiopia storica

Tale passaggio è fondamentale poiché spiega il nesso tra il regno di Israele e quello d’Etiopia, rappresentato da Menyelek e dalla sua discendenza. Questa linea, che conducen direttamente fino a Ras Tafari Makonnen, incoronato Negus Negesti d’Etiopia col titolo di Hailè Selassiè I, duecentoventicinquesimo Imperatore della dinastia Salomonica, Leone conquistatore della tribù di Giuda (quest’ultimo è figlio di Giacobbe e Lia, dalla cui stirpe discende la famiglia di David, padre di Salomone), non solo getta luce sulle radici prettamente bibliche della cultura Rastafari, ma propone inoltre una nuova versione sullo spostamento in Etiopia – precisamente ad Aksum – dell’Arca dell’Alleanza.

Il libro riporta che “…un tempo tutto il mondo fu composto da tre regni […] guidati da tre Re, i tre figli di Salomone…”; e che ci fu un lungo periodo in cui “i Re di tutto il mondo discendevano dalla stirpe di Shem”. “Dal centro di Gerusalemme, in direzione nord e sud-est, è la parte dell’Imperatore di Bisanzio; e dal centro di Gerusalemme, direzione nord fino al sud ed all’India Occidentale, la parte dell’Imperatore d’Etiopia. Entrambi appartengono alla stirpe di Shem, figlio di Noè, la stessa di Abramo, nonchè di David (II), figlio di Salomone: Dio diede gloria alla discendenza di Shem per merito della benedizione conferita a suo padre Noè. L’imperatore di Bisanzio dunque è figlio di Salomone. Così come l’Imperatore d’Etiopia, che è il primogenito, il più vecchio figlio di Salomone.” (KN 20, La divisione della terra).

Vi è poi un’altra sezione particolarmente significativa per i Rasta, nella quale è raccontato di come un angelo annunci alla madre del neonato Sansone che il figlio avrebbe un giorno liberato Israele dai Filistei, e pertanto la invita a farlo crescere illibato, ovvero il più possibile vicino a Dio: “L’Angelo del Signore apparve alla madre di Sansone e le disse: “Guardati dal contaminarti, e non stare con nessun uomo se non con tuo marito, perché colui che nascerà da te sarà un Nazareno, santo al Signore e sarà il liberatore d’Israele dalla schiavitù dei Filistei.” Fu così che nacque Sansone. Ed ancora l’Angelo le apparve dicendo: “Non lascerai che un rasoio tocchi la sua testa, e non mangerà carne né (berrà) vino, e non sposerà una donna straniera ma solo una donna della sua gente e dalla casa di suo padre.” (KN 80, Il Re dei Filistei)”.

Haile Selassie, il Re dei Re

Il concetto della purezza è estremamente importante nella cultura olistica Tafari, che definisce I-tal ciò che è giusto, anzi doveroso per un fedele[2], e invece metals of Babylon, “strumenti di Babilonia”, tutto il resto. Dio è dunque generoso con l’integrità di Sansone, e gli dona, assieme alla limpidezza d’animo, anche una forza spropositata. Quando però questi disobbedisce al Suo comando sposando Dalila, figlia di un avversario filisteo, il Creatore per punirlo lo fa catturare dai suoi nemici, che lo accecano e gli tagliano i lunghi capelli intrecciati, rendendolo buffone di corte. Sansone con le ultime forze fa crollare tutto il palazzo dove era prigioniero, uccidendo i nemici e se stesso.

Risulta dunque evidente dalla lettura di questi passaggi del Kebra Nagast come il contatto con Dio si possa stabilire ogni giorno e in ogni momento, partendo da elementari regole etiche ed attitudinali, il rispetto delle quali pone il fedele in uno stato di costante coscienza e vicinanza alle manifestazioni divine, per arrivare all’ascesi mistica grazie alla meditazione.

Gli ultimi capitoli del libro sono dedicati alla figura e alla passione di Gesù Cristo, emblema dell’empietà di Roma (simbolica erede di Babilonia), che cerca scelleratamente di assassinare il Figlio di Dio. La crocifissione rappresenta per i Rasta la condizione sociale presente, che vede gli uomini probi ora schiacciati da mani depravate, ma presto destinati alla resurrezione, al ritorno nella terra originaria di Zion e alla ricongiunzione col Dio Padre, Jah Rastafari: “Così (nella visione) Dio riservò maggior gloria al Re d’Etiopia, nonchè grazia, e maestà più di tutti gli altri Re della terra, a causa della grandezza di Zion, Tabernacolo della Legge di Dio, la paradisiaca Zion. Allora possa Dio farci seguire il Suo volere spirituale, e liberarci dalla Sua ira, e farci condividere il Suo regno. Amen.” (KN 117, Il Re di Costantinopoli e il Re d’Etiopia)

Gesù Cristo in un’antica raffigurazione

Annunciazione, entrata in Gerusalemme, Crocifissione e Resurrezione di Gesù raccontate attraverso le profezie

“Così suo padre David profetizzò, dicendo: “Egli verrà giù come la rugiada sulla lana, e come pioggia che cade sulla terra, e virtù sgorgherà nei suoi giorni”. Così Salomone suo figlio profetizzò, dicendo: “Un Redentore nascerà da Zion, ed Egli rimuoverà il peccato da Giacobbe”. Così suo padre David profetizzò, dicendo: “Il suo nome era prima del sole, e prima della luna, di generazione in generazione”. (KN 106, La venuta del Cristo)

“Giona fu inghiottito e rinchiuso nello stomaco della balena; il nostro Redentore scese nel cuore della terra, e resuscitò il terzo giorno. Daniele fu rinchiuso nella fossa dei leoni, e [il re, coi suoi signori] lo sigillò coi suoi sigilli; ma egli resuscitò da lì senza che i leoni lo divorassero. Allo stesso modo nostro Signore fu mandato in una tomba…” (KN 112, Come i profeti lo prefigurarono nella propria persona)


[1] Per essere finalmente redatta in inglese da E. A. Wallis Budge all’inizio del ventesimo secolo, e pubblicata a Londra nel 1922 col sottotitolo “The Queen of Sheba and Her only Son Menyelek” -La regina di Saba ed il suo unico figlio Menyelek-. Si veda la recente nonche’ prima traduzione in italiano: per tutta questa sezione cfr. L. Mazzoni, Kebra Nagast, La Bibbia segreta del Rastafari, Roma 2007, Coniglio editore.

[2] Precetti quotidiani che riguardano la sfera della vita nel suo insieme, del tutto simili a quelli dell’angelica annunciazione, come lasciarsi crescere i capelli in “spaventose ciocche”, i dreadlocks, nonché veganismo e astemismo.

KEBRA NAGAST, LA BIBBIA SEGRETA DEL RASTAFARI: IN ITALIANO

Il “Kebra Nagast”, in lingua ge’ez “La Gloria dei Re”, proclama la discendenza della monarchia etiope dalla stirpe di Davide, a cui appartiene lo stesso Gesù Cristo.

Il Kebra Nagast è un testo sacro denso e affascinante che si presta a molteplici letture. È il racconto avvincente e poetico dell’amore tra Salomone e Makeda, la regina di Saba, vicenda soltanto velatamente accennata nella Bibbia. È un classico della letteratura sacra dell’Africa cristiana. È infine il testo che pone la basi per un importante movimento religioso, politico e culturale dei nostri tempi: il Rastafarianesimo.

Il Kebra Nagast è infatti sacro per tutti i credenti della religione rastafariana, convinti che l’Etiopia sia il nuovo Israele e che il Negus Neghesti Halle Selassie I sia letteralmente un Cristo ritornato, colui che realizza concretamente la profezia sul regno terreno che deve instaurarsi prima della fine del mondo.

Al centro del libro c’è il trasferimento dal tempio di Gerusalemme di Zion, l’Arca dell’Alleanza, segno concreto della presenza divina nel mondo, che molti ritengono ancora oggi custodito in Etiopia.

Dalla Giudea all’Etiopia fino alla Giamaica e ai suoi aneliti di liberazione, l’Arca, simbolo di giustizia e di speranza a cui affidarsi e per cui lottare, rappresenta oggi l’eredità profonda di questo libro alle future generazioni.

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KEBRA NAGAST, LA BIBLIA SECRETA DEL RASTAFARI: EN ESPAÑOL

“No llores más. Ya que el León de la tribu de Judah ha vencido,

el brote de David.

Él puede abrir el libro y desatar los siete sellos”

(Apocalipsis 5,5)

El Kebra Nagast, antiguo texto etíope, es considerado un libro sagrado no sólo en África, por los Cristianos Ortodoxos, sino también por los Rastafaris del Caribe y de todo el mundo, ya que documenta el linaje de los monarcas Etíopes, afirmando que desciendan directamente de la estirpe del Rey David, a la que pertenecía también Jesucristo.

De hecho ‘Kebra Nagast’ significa en amárico ‘La Gloria de los Reyes’, debido a que esta ‘Biblia Secreta’ narra la historia de amor entre el Rey Salomón y la Reina de Saba: de la relación entre ellos nacióMenelik I, destinado a ser proclamado Emperador, pero sobre todo a trasladar elArca de la Alianza [llamada ‘Zion’] desde Jerusalén hasta Etiopía, donde se dice que permanece todavía.

Según los creyentes Rastafari, el Kebra Nagast no solo explica cómo los etíopes se convirtieron en el nuevo pueblo elegido por Dios, sino predice también que el último Rey de Etiopia, el Negus Haile Selassie I, sea Dios personificado, el ‘León Conquistador de la Tribu de Judah’ del que habla la profecía bíblica.

Lorenzo Mazzoni es licenciado en Humanidades por la Universidad de Florencia (Italia), realizando como tesis de final de carrera un estudio sobre el movimiento Rastafari. Tras un periodo de investigación en Jamaica y en el norte de África, se ha trasladado a España donde en 2005 ha creado una asociación cultural Rastafari (‘AsociaZion Natural Mystic’) con sede en Barcelona. Entre sus publicaciones en Italia se encuentran la traducción al italiano del ‘Kebra Nagast’, y el libro “Rasta Marley – Las raíces del Reggae”, publicado en 2009. Actualmente trabaja en Cataluña como profesor de idiomas, y colabora con la organización de festivales de música reggae.

Dónde encontrar el libro Kebra Nagast


El libro se encuentra en las mayores librerías, pero se puede comprar también online, por ejemplo en éstas páginas (dependiendo del país en el que se viva)LINKS:

Iberlibro (Europa y América)

Priceminister (Europa – España)

Comprar Kebra Nagast (España)

Editorial del Kebra Nagast

O simplemente se puede buscar online, para encontrarlo en la librería más cercana:

TITULO: “KEBRA NAGAST, LA BIBLIA SECRETA DEL RASTAFARI”

TRADUCIDO AL ESPAÑOL POR: LORENZO MAZZONI

EDITORIAL: CORONA BOREALIS

AÑO: 2010

http://libro-rasta.blogspot.com/p/kebra-nagast-castellano.html

http://www.elcorteingles.es/libros/producto/libro_descripcion.asp?codiisbn=842702603X

http://africaneando.org/esp/articles/main/jwk1294595939/

http://blog.masalladelaciencia.es/la-biblia-perdida-de-etiopia/

http://www.priceminister.es/offer/buy/84846346/kebra-nagast-la-biblia-secreta-del-rastafari-libro-de-anonimo-libro.html

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